17 giugno 2009

Torta bicolore di ricotta con noci e cannella

E' andata così: ho visto il post sui quadrotti alla ricotta di Laura, mi sono accorta che per una coincidenza tanto irripetibile quanto fortunata avevo tutto il necessario per farli e mi è venuta voglia di provarli subito. Credo onestamente che mi sarebbe venuta lo stesso. 

Tant'è che poi sono dovuta uscire, per ricomprare il fruttosio.
Fruttosio? Già, perché siccome questa settimana avevo già fatto il pieno di zucchero con la famosa torta di carote, alla fine ho optato per una versione a basso Indice Glicemico.*
E visto che ero a far modifiche ho aromatizzato il cioccolato con la cannella e la ricotta con le noci.


Spezzatino di pollo e peperoni al curry e latte di capra



E’ andata così: il latte di capra lo avevo in casa, complice l’ultima passeggiata in giro per botteghe fatta in trastevere. L’idea di aggiungerne un bicchiere a questa ricetta però non è stata casuale ma frutto di un percorso pluriennale di ricerca e sperimentazione gastronomica...

16 giugno 2009

trofie estive "alla partenopea"

Perché ho chiamato "alla partenopea" delle semplici trofie pomodorini e basilico? In onore della mia pizza preferita, la partenopea appunto? Anche. Ma soprattutto perché non passasse sotto il silenzio di un nome banale una ricetta di una semplicità sconcertante quanto sconcertante è il risultato. Premetto: io non amo la pasta al pomodoro. E' un sapore troppo piatto, a quel punto preferisco la pasta con un po' d'olio e basta. Ma questa non è pasta al pomodoro. E' l'esaltazione di una semplicità autoportante, un'invettiva contro l'ingrediente inutile e infine un'estratto di estate reso salsa, una salsa ottimamente bilanciata tra l'altro: l'acidulo del pomodoro, il tannico dell'olio, la sapidità dell'aglio. E nient'altro.


15 giugno 2009

felafel egiziani


Almeno ufficialmente questa non è la prima volta che faccio i felafel. La ricetta che seguivo prima l'avevo estrapolata da una serie di letture (italiane) sul tema che mi sembrava un compendio riuscito delle varie fonti: non troppa farina, non troppo poca, la lavorazione rigorosamente a crudo... Agli amici piacevano; a me, confesso, non molto.

Questa volta ho preso la ricetta da un libro di cucina magrebina che per qualche misteriosa circostanza se ne stava a prendere polvere su una mensola senza che mi fossi ancora decisa ad aprirlo.

Il procedimento a prima vista suscita diffidenza: prima ci si chiede come sia possibile formare delle polpette con tutta quell'acqua, poi se l'insolita procedura di strizzarle una ad una non sia un barbaro tentativo di rattoppo che le lascerà durissime. A ogni modo ho deciso di seguirla alla lettera, pensando che se l'autrice (magrebina) così scriveva, probabilmente sapeva cosa diceva.

Ho fatto l'unica modifica di aumentare il tempo di riposo dell'impasto da mezz'ora a una giornata: siccome non c'è farina nell'impasto ma c'è un po' di lievito mi sono detta che quel lievito doveva contribuire al sapore se non serviva alla lievitazione e che in mezz'ora quel sapore non si poteva sviluppare. E' stata una felice intuizione: al momento di formare le polpette, dall'impasto si sprigionava esattamente l'aroma dei felafel del kebab, il che mi ha rassicurato non poco sul fatto che quella pappa brodosa che mi accingevo a friggere era proprio quello che stavo cercando...

Procedimento:
(per quattro persone)

Mettete a bagno in acqua fredda per una notte
  • 250 grammi di ceci secchi
    La mattina scolateli e frullateli bene con:
  • mezza cipolla
  • uno spicchio d'aglio sbucciato
  • mezzo cucchiaio di coriandolo
  • un buon pizzico di sale
  • una tazza e mezzo di acqua (circa 300ml)
    Aggiungete quindi:
  • un cucchiaino di cumino*
  • tre cucchiaini di lievito in polvere
    e lasciate riposare fino alla sera.

La sera aggiungete ancora:

  • un cucchiaio di prezzemolo appena tritato (facoltativo)

e formate le polpette raccogliendo l'impasto con la mano o con un colino a maglie fitte (per farle tutte uguali). Strizzate bene ogni polpetta e formatela a rocchetto. E' importante che le strizziate bene sennò in cottura si aprono. Friggetele in due dita abbondanti di olio spumeggiante e servite calde o meglio ancora tiepide, non fredde.

Se tutto è andato per il verso giusto otterrete delle polpettine leggere che non assorbono affatto l'unto, morbide e molto umide all'interno con una spessa crosticina croccante e saporita.


*il cumino non va assolutamente frullato con tutto il resto o potete buttare tutto: coprirebbe infatti ogni altro sapore.

12 giugno 2009

Torta mitica di carote e nocciole al cioccolato

Un dolce vagamente autunnale forse, sicuramente molto fuori stagione.
Ma era per un'amica molto cara che va due mesi a Boston, che mi mancherà molto e a cui volevo augurare buon viaggio con la torta più buona del mio ricettario.

E' insolitamente semplice da preparare e anche piuttosto rapida se usate un pelapatate per sbucciare le carote e un robot da cucina per grattarle. Io ci ho messo un'oretta incluso il tempo della spesa, di andare a comprare lo stampo e di dare il benvenuto alla mia amica, che nel frattempo era arrivata.


Yogurt greco con noci miele e cannella


Avete presente la confezione dello yogurt greco? Quella con le ricette che abbiamo messo da parte almeno due volte e che anche stavolta rileggiamo pensando "già devo proprio provare"? Quella.


Per una volta ho provato subito, senza ritagliare la terza copia. Per una volta, invece di cercare l'abbinamento personale e insolito, ne ho provato uno scritto da qualcun altro e forse anche un po' scontato. L'esito: FE NO ME NA LE.

9 giugno 2009

Latte portoghese al coriandolo e zucchero muscovado



Sono tante le ragioni per cui ci si mette ai fornelli, l'ultima delle quali generalmente è quella di nutrirsi.

Qui siamo di fronte a un tipico caso di cucina evocativo-predittiva, sintomo inequivocabile di grande impazienza. L'impazienza in questione è per le nostre (prime vere) ferie che ci riservano un viaggio a Lisbona. Quale migliore occasione di pregustare il respiro dell'atlantico e l'ospitalità discreta delle Casas do Fado?

Volevo una sfumatura esotica che parlasse di estate e di vacanze, per questo ho aromatizzato il latte con il coriandolo e ho usato zucchero muscovado per la sua nota caraibica di melassa e liquirizia; se però volete la ricetta tradizionale basterà sostituire al coriandolo una scorza di limone non trattato e al muscovado dello zucchero semolato.

Una perfetta panna cotta (con la gelatina)

Si fa presto a dire panna cotta.
Ma provate a ordinarla in trattoria una panna cotta, in un posto che vi piace s’intende.
Magari la loro “crostata tiepida di pere e cioccolato con colpo di coda dello chef” è l’ottava prelibatezza del mondo moderno oppure è la “zuppa inglese fatta come una volta, ma diciamo per davvero” a raggiungere vette di squisitezza che credevate inesplorate; ma la panna cotta… la panna cotta avrà qualcosa che non va.
Già ma cosa? Quasi sicuramente sarà troppo densa, se siete sfortunati quasi gommosa. E nella rara eventualità in cui non lo sia c’è troppo zucchero e allora saprà solo di quello. Oppure sa di latte e non di panna, ma questo davvero nei casi migliori.

Recentemente ne ho mangiata una perfetta, non in un locale ma in una casa privata. Il suo creatore (non lo si può chiamare altrimenti) è un garbato signore siciliano che ha ai fornelli il tocco felice che re Mida aveva sul metallo.

fragole con chantilly al limone e cioccolato bianco

Questa volta volevo trasformare un grande classico come fragole con panna in un dessert più curato, mantenendone però semplicità e freschezza. Per variegare le consistenze ho aggiunto una grattata di cioccolato bianco ma se volete esagerare potete prendere in considerazione l'idea di versarci sopra una ganache.


Storia di una chantilly




L'idea di questa crema al limone è nata qualche Natale fa. Avevo da poco comprato il libro Cioccolato! di Trish Deseine e sull'onda dell'entusiasmo mi ero messa in testa che QUELLO e solo quello poteva diventare il nostro dolce di Natale, con buona pace della tradizione, del panettone e di varie altre ragioni di buon senso. Così bianco, etereo, fiabesco, con quella foresta fragile di alberi di cioccolato a decorarlo era il dolce a cui il mio io inconsapevole aveva anelato fin dall'infanzia ed esattamente quello che cercavo per la nostra vigilia.

Insalata di lattuga e champignon con mela verde e tomino grigliato


quest'idea per l'estate la trovate anche su GASTRONAUTA /idee in cucina

Come anticipato ancora un post sulle insalate, l'ultimo di questa prima serie, prima che questo blog prenda una svolta più calorica. L'idea è di una decina di giorni fa, quando l'ondata di caldo anomalo di metà maggio mi aveva quasi convinto che non avrei riacceso i fornelli fino a settembre. Per fortuna mi sbagliavo.