So riconoscere un'ossessione quando ne vedo una, anche quando la vittima sono io; ebbene, sto attraversando un periodo di autentica fissazione con tutti i sintomi classici dell'infatuazione violenta e passeggera, per la precisione è la volta della colla di pesce.
La verità è che sono alla seconda fase svuotafrigo dell'estate, questa volta a Roma, e l'associazione di idee con l'ultimo aspic è stata immediata.
Questa volta dovevo far fronte a una scorta eccessiva di pomodori molto maturi e di filadelfia e ho pensato a un aspic bicolore a doppia consistenza.
L'unica accortezza è stata di farlo congelare una volta rassodato e di sformarlo da congelato per essere sicura che i due strati non si staccassero.
Potete conservarli a lungo congelati (se li fate monoporzione ne vengono tanti), basterà impiattarli e metterli in frigo circa otto ore prima di consumarli.
ASPIC DI POMODORO ALLE ERBE E FILADELFIA ALLE SPEZIE
pomodori maturi
olio evo gentile
una manciata di basilico
una manciata di menta
un cucchiaino di zucchero/fruttosio
250 grammi di filadelfia
un po' di panna fresca
pepe bianco e verde
6 fogli di gelatina piccoli
Mescolate energicamente il filadelfia in un bicchiere graduato, conditelo con poco sale, abbondante pepe bianco e verde macinato al momento e rabboccate con la panna fresca fino a farne 400 ml.
Ammollate due fogli di colla di pesce in poca panna fresca, fatela sciogliere al fuoco e unitela al composto. Versate negli stampini e mettete in frigo.
Preparate con i pomodori una pomarola molto leggera facendoli scaldare a fuoco dolce con l'olio e poco sale, quando inizia il sobbollore aggiungete le erbe e lo zucchero/il fruttosio e fate ritirare piano fino a ottenerne 400 ml. Ammollate la gelatina in qualche cucchiaio di salsa al pomodoro e aggiungetela alla passata ancora calda. Fate intiepidire mescolando e riempite gli stampini fino all'orlo. Fate rassodare in frigo e per maggior sicurezza fate gelare in freezer prima di sformarli.
Questa è una ricetta per chi crede che la tradizione sia una serie mai esaurita di innovazioni riuscite.
Nel senso che è nata per conciliare esigenze numerose, insolite e del tutto particolari e invece si presta a risolvere un problema generale: come fare la marmellata mantenendo la cottura breve pur usando poco zucchero.

Ma non avevi detto che andavi a Lisbona, che c'entra ora l'Abruzzo?
Infatti, tra una settimana partiamo per Lisbona e se mi riuscirà cercherò di aggiornare il blog in diretta, folgorata dal riuscitissimo "LIVE from London" di Carolina.
Ma per ora sono qui, dove qui sta per Roma (a Firenze evidentemente non doveva sembrarmi abbastanza caldo) a passare il mio agosto con J. che lavora. E siccome l'estate è rovente, l'Abruzzo vicino e i fine settimana liberi, abbiamo pensato di passarli dal mio nonno (che vive appunto in Abruzzo) e di approfittare dell'occasione per fare un po' di sightseeing.
Dietro, oltre al piacere della compagnia e di tornare in posti che amiamo, c'è anche un mio progetto: usare questo spazio per mostrarvi le zone in cui si può ancora fare turismo dopo il terremoto,sperando di fornirvi qualche spunto per visitare l'Abruzzo, una regione di paesaggi stupefacenti, di borghi antichi, di acque limpide e fredde e di montagne imponenti, ricca di tradizione e di calore, che ora più che mai ha bisogno di presenza.
Goriano Sicoli (AQ). Il paese del mio nonno, gravemente ferito dal terremoto del 6 aprile 2009. Tutto il borgo antico (1100 d.C.) è inagibile.