Chissà se conoscete anche gli "ingredienti persecuzione", quelli che per un motivo o per un altro sembrano moltiplicarsi nel frigo senza che sia troppo chiaro né chi si ostina a comprarne ancora né come liberarsene.
Ogni casa ha la sua rosa selezionata di questi ingredienti, da noi uno di questi è la ricotta, un altro è il radicchio. Almeno un paio di cespi di radicchio nel nostro frigo non mancano mai, quasi qualcuno paventasse con sgomento il triste giorno in cui dovesse capitare di non averne a disposizione.
Tuttavia non è per questo che ho rispolverato questa ricetta, che faccio di solito quando il frigo ci si intasa di radicchio, ma per il piacere della lentezza, di affettare finemente con pazienza, di riempire il campo visivo di viola (più dolce, più forte, sul tagliere, sul coltello, sulle dita...) di far crepitare un velo di cipolla dopo l'altro raccogliendo sul tavolo il ricordo di gesti già fatti, di altri pomeriggi (più vicini, più lontani, né migliori né peggiori, già vissuti, da vivere ancora...) di cui sentivo nostalgia.
Saudade di inizio autunno.

