Sarà che è il mio compleanno e che gli anni iniziano a farsi sentire. O sarà che sono settimane che piove come fosse novembre. Sta di fatto che in questi giorni, più che di cheesecake alle fragole e tulipani sulla tavola, ho voglia di minestrina della sera. Anzi, leggevo un articolo di Gunther sulle ultime novità in tema di dado da brodo e mi sono proprio ritrovata a darla, la ricetta della minestrina.
24 maggio 2010
La mia minestrina senza brodo. E voi come la fate la minestrina della sera?
Sarà che è il mio compleanno e che gli anni iniziano a farsi sentire. O sarà che sono settimane che piove come fosse novembre. Sta di fatto che in questi giorni, più che di cheesecake alle fragole e tulipani sulla tavola, ho voglia di minestrina della sera. Anzi, leggevo un articolo di Gunther sulle ultime novità in tema di dado da brodo e mi sono proprio ritrovata a darla, la ricetta della minestrina.
21 maggio 2010
Lievito di birra e… Idee veloci per trattamenti SPA style. Rigorosamente homemade.
"Me lo prenderesti un po' di lievito di birra quando passi dal supermercato?"
"Grmpf, se me lo ricordo".
Mio babbo è fatto così, preferisce dire di no.
Visto che amo le lievitazioni lunghe (quelle con massimo sei grammi di lievito su mezzo chilo di farina per intendersi) ho stimato che dovrei fare il pane almeno venticinque volte nei prossimi giorni per non farlo andare a male.
Il che è molto più di quello che avevo previsto, nonostante le mie migliori intenzioni di diventare una panificatrice provetta, nonostante non ami buttare il cibo, anche quando si tratta di una colonia di lieviti. Poco male però, è appena arrivata la primavera (Come? Era due mesi fa? Scusate, non me ne ero accorta...) e il momento è particolarmente propizio per lasciarsi alle spalle la pelle ingrigita e i capelli spenti dell'inverno.
Sicuramente conoscerete le innumerevoli virtù benefiche del lievito di birra. Quello che però anche conoscerete è il sapore infelice del suddetto lievito sciolto in due dita d'acqua.
Le idee allora sono queste:
20 maggio 2010
Comprare casalinghi sul web: indirizzi utili e gruppi d’acquisto
“Potrei raccogliere dei link per comprare casalinghi online, tra l’altro farebbe proprio comodo un post dove scambiarsi indirizzi utili e organizzare qualche acquisto di gruppo…” E giù ad aggiungere link internazionali a un post intitolato “negozi cooker-friendly a Firenze”.
Al che ho realizzato che era un’idea migliore riservare all’argomento un post dedicato.
Se avete qualche link a cui siete affezionati dove storicamente vi rifornite di stampi da panettone, pirottini da éclair, bocchette improbabili da sac a poche e quant'altro (articoli di difficile reperibilità per dirla breve) è un ottimo momento per tirarli fuori; io per ora ho selezionato questi:
tag
cose da blogger
Negozi cooker-friendly a Firenze, indirizzi e mappe: come sopravvivere alla fine di un’epoca. Quella di Bartolini.
Per chi non lo sapesse, preciso che Dino Bartolini, via dei Servi 30 rosso, sei vetrine straripanti di ogni grazia di Dio (per quello che è il concetto di grazia di Dio di un accanito cuciniere) era IL casalinghi di Firenze e che la portata della notizia nei dintorni è di quelle che sconvolgono l'universo degli
appassionati.
Un po' come se a Roma da un giorno all'altro si spargesse la voce che tra un mesetto chiude Castroni. Definitivamente.
"Ma che mi stai coglionando Calogero?"
"Nonsi Dottore."
"E io?!"
Per questo ho pensato di stilare una lista di negozi di casalinghi alternativi per il "dopo Bartolini". Ovvio che non sarà più la stessa cosa ma da qualche parte le pentole dovremo pur continuare a comprarle.
Quella che segue è una lista in continuo aggiornamento, per ora mi sono limitata a segnalare alcune mesticherie, di poco gusto ma di molta sostanza, che sono a mio parere le più fornite. Ovviamente è un elenco parziale e incompleto, anzi se avete delle segnalazioni da fare scrivetele nei commenti e io vado a curiosare e poi provvedo a inserirle.
casalinghi a Firenze:
17 maggio 2010
"Quell'ingrediente di troppo" il nostro nuovo contest!
Capita, con Carolina, che oltre a raccontarci le nostre alterne vicessitudini ci si confronti sul tema cucina. Questa volta le confessavo una recente frustrazione che mi ha fatto porre una serie di domande a cui era arrivato il momento di rispondere. E, come spesso succede, ho scoperto che eravamo in due a essercele poste.
La frustrazione di cui le parlavo è arrivata al Fettunta Party, sotto forma di cake salato e procurata da me medesima. Mi spiego meglio. Al Fettunta Party di cui sopra mi sono presentata tra le altre cose con un cake salato: verza, gouda e cumino. Ora, la domanda è: perché verza gouda e cumino?
La frustrazione di cui le parlavo è arrivata al Fettunta Party, sotto forma di cake salato e procurata da me medesima. Mi spiego meglio. Al Fettunta Party di cui sopra mi sono presentata tra le altre cose con un cake salato: verza, gouda e cumino. Ora, la domanda è: perché verza gouda e cumino?
Eppure sono altre le ricette che cucino per gli amici. Le lasagne abruzzesi, con la sfoglia tirata finissima, i dadini di mozzarella e minuscole polpettine nel sugo. Gli gnudi come me li ha insegnati la nonna, senza un pizzico di farina nell'impasto. Il pie di mele e fragole trovato secoli fa in rete e mai dimenticato. Quel cheesecake avuto sottobanco da una trattoria che tutti continuano a chiedere per il loro compleanno...
Di tutte queste ricette credo di non averne mai postata una. Invece sento il bisogno di proporre a un ritrovo di appassionati un improbabile cake al cumino con tanto di verza stufata per ripieno. (Che è stato giustamente snobbato in favore di pane e salame e altre amenità dal sapore più autentico).
Perché lo facciamo? E i gusti delle persone reali? E la nostra voglia di sapori autentici? Ma ci sarà un fondo di vero quando ci dicono "ma una ricetta normale non la fai più"? Ma non era per quelle ricette così amate che avevamo aperto il blog?
E tu che ne pensi? Di che ricette ti sei pentita?
Ci rimpalliamo domande e perplessità. "Forse, perché è la tendenza che imperversa in rete. Anche se non vuoi seguire le mode, in qualche modo ci sei dentro lo stesso... Però a casa non cucino mai niente di "strano", proprio perché non vogliono cose di questo tipo". Le persone reali. La sua famiglia, i miei amici, i blogger in carne ed ossa, così diversi da quelli immaginati.
"Per non parlare di tutti quei tentativi così estrosi da essere risultati non bloggabili, oltre che non mangiabili!" Leggo le sue parole e mentalmente passo in rassegna i miei.
"Mentre non mi pentirei mai di una bella fettunta come finger food!"
Concordiamo su un nostro definitivo "basta alla stranezza selvaggia”. Poi chissà "magari lanciamo una nuova moda e prima o poi qualcuno ci seguirà..." E se fosse un contest? E così, mail dopo mail, prende forma un'idea... Questa:
L'IDEA
L'idea della raccolta è di riprendere in mano quella ricetta che vi ha fatto accorgere di aver superato la soglia del buon senso e di riadattarla a gusti più terrestri. Avete presente quando presi un po' dalla moda del momento un po' da un'improvvisa smania di testare l'ennesimo abbinamento insolito avete grattato la fava tonka sugli spaghetti? O il cardamomo nel purè? Magari non avete fatto proprio questo ma probabilmente avete uno di questi scheletri nell'armadio. E' il momento di tirarlo fuori. Non vi chiediamo di svelarci una ricetta venuta male (ovvio che a voi non succede) ma una ricetta che comunque non vi ha soddisfatto, quella che vi ha fatto pensare "stavolta ho proprio esagerato, devo fare un passo indietro". A posteriori, come la rifareste?
CHI PUO' PARTECIPARE?
Tutti i blogger in vena di un po' di sana, scherzosa autocritica. Si richiedono: autoironia (conoscenze di base) anche prima esperienza. Astenersi perditempo.
COME SI PARTECIPA?
Pubblicando sul blog un post con la ricetta modificata e riadattata dove raccontate i motivi del pentimento e vi ripromettete una maggiore sobrietà per il futuro. Quando ce l'avete, mettete un link alla ricetta nei commenti a questo post e noi veniamo subito a vedere. Il banner: se lo esponete da subito ci fate un piacere, sennò basta metterlo quando vi iscrivete.
CHI VINCE?
Vince il racconto più divertente, l'abbinamento più azzardato, la confessione più piena: a essere premiata in questo contest è proprio la presa di coscienza. Però ricordatevi che la ricetta modificata dev'essere valida, di quelle che " che buono!" lo direbbe anche la nonna, non solo voi.
CHI C'E' IN GIURIA?
In giuria ci siamo noi, Carolina di Semplicemente Pepe Rosa e io. Primo perché ne abbiamo molta voglia, secondo perché siamo due e questo ci sembra che garantisca un bel dibattito costruttivo e terzo perché tra tutte e due non si sa chi è più polemica, quindi facciamo per sei.
E AL VINCITORE?
Per rispettare la filosofia della gara al vincitore NON andranno erbe, spezie o altri ingredienti introvabili quali fagiolo eunuco, zanna di piscialletto o spore di porcino albino ma piuttosto una selezione di prodotti tipici di ottima qualità direttamente dal Ticino e da Firenze.
ABBIAMO TEMPO FINO A?
Le ricette potranno essere inviate fino al 17 di giugno (un mese da oggi) poi ci prendiamo qualche giorno per parlarne e proclameremo il vincitore il 21 di giugno. Il 21 riveleremo anche in dettaglio il contenuto dei due pacchi regalo che verranno spediti nei giorni seguenti.
Allora, ve la sentite di partecipare?
Stanno già partecipando:
- Sos Torta con “insalata di pollo e melone SENZA anguria”
- Semplicemente Pepe Rosa con “sorbetto di fragole e pepe lungo SENZA gomma adragante” (fuori concorso)
- Kitchen Confidential con “gnocchetti di ricotta affumicata SENZA noce moscata”
- Elisakitty’s Kitchen con “plumcake al limone SENZA stampo stellare”
- Gianozia Orientale con "trancio al limone SENZA tutti quei limoni"
- Ma che ti sei Mangiato con "risotto al melone SENZA panna"
- Molly in Cucina con "russole fritte o alla brace SENZA russole"
15 maggio 2010
Già un anno di cavoli a merenda? Retrospettiva di fine anno: le ricette più riuscite, le ossessioni mese per mese e qualche pentimento.
Vi risparmio tutte le ovvietà del caso: il tempo che è passato così velocemente che non ci si crede, i sembra proprio l’altroieri che, le amicizie fresche, i ricordi ingenui, l’esperienza che si va affinando, la tenerezza per i primi post… Ve le lascio tutte immaginare (ma perdeteci poco tempo).
Una cosa però ve la voglio dire per bene: GRAZIE. A chi passa ogni giorno e a chi ogni tanto, a chi lascia un commento, a chi non ne ha il coraggio e a te che capiti qui per la prima volta e adesso stai leggendo. Siete voi che date un senso a questo polverone di parole, immagini, aneddoti ed emozioni che è diventato cavoli a merenda.
Un grazie particolare a Carolina, un’amica prima che una compagna di viaggio, che quando ha visto che c’era un passo a separarmi dalla mia decisione di provare ad aprire il blog mi ha semplicemente teso la mano. Sorridendo.
Per festeggiare doppio regalo: un layout nuovo che dovrebbe rendere il blog più arioso e consultabile e una retrospettiva: il meglio del blog tutto in una pagina; vi eravate persi qualcosa?
Un anno di cavoli a merenda!
MAGGIO
la ricetta del mese:Quiche di barba di frate e marzolino di Pienza
non poteva essere che questa, la prima. Ma non perché è la prima. Perché ogni volta che la rifaccio finisce come la prima: in dieci minuti.l’ossessione del mese: le insalate
12 maggio 2010
Asparagi senza sensi di colpa? I gambi diventano una zuppa.
L'ultima volta che avrò mangiato gli asparagi dev'essere stato quel pomeriggio di sole dalla nonna. A lei piacevano i primi asparagi, le prime ciliegie e il primo pane della giornata. E anche la sigaretta della mattina sulla terrazza e il giardino pieno di fiori da tagliare.
A me piacevano gli adulti abitudinari e i loro vezzi insignificanti: quella goccia di sambuca nel caffè, quel poco di cipria prima di uscire, proprio quel paio di ciabattine.
E mi piaceva la loro compagnia. Scoprire che si poteva scegliere di fare una cosa, e ripeterla anche, per il solo motivo che quella cosa era piacevole, mi riempiva di gioia selvaggia.
Sta di fatto che gli asparagi per me sono rimasti un piacere umido da sollevare con le dita unte di burro, un momento di indulgenza da condividere.
Finisce però che non li compro mai. Un po' perché sui banchi dei mercati ci rimangono così poco che mi scopro a pensare "già, gli asparagi" che non è più stagione, un po' perché per questo lusso non mi sembra che venga mai l'occasione.
Alla fine però ho trovato un modo di comprarmeli senza sensi di colpa: le punte al vapore, e i gambi in una zuppa. L'avevate già sentita, lo so.
Vellutata di gambi di asparagi
SERVONO - PER DUE PERSONE (O QUATTRO NELLA VARIANTE IN BASSO)
due mazzi di asparagi
i germogli di una cipolla (o un porro)
un germoglio di aglio (o uno spicchio)
i germogli di una cipolla (o un porro)
un germoglio di aglio (o uno spicchio)
una noce di buon burro
sale e pepe (meglio bianco)
sale e pepe (meglio bianco)
IL TOCCO IN PIU'
un cucchiaio di creme fraiche a testa e una spolverata di dragoncello (a chi piace)
COME SI FA
Lavate i mazzi di asparagi senza scomporli, tagliate la parte finale dei gambi che scartereste comunque (circa un palmo/dieci centimetri) e rimettete in frigo le punte, asciutte e pronte per essere cotte al vapore. Pelate i gambi. Questo sarà noioso, se potete fatevi aiutare da dei volontari. ***
Tagliate i gambi pelati a dadini e trasferiteli in una pentola a fondo spesso, aggiungete i germogli di cipolla affettati e il burro, salate, pepate e fate stufare coperto a fuoco basso per una decina di minuti.Coprite di acqua fredda, aggiungete l'aglio, rimettete il coperchio e fate cuocere a fuoco basso per un'oretta da quando raggiunge il bollore.
Passate al minipimer prima di portare in tavola ed eventualmente aggiungete un cucchiaio di crème fraiche e una spolverata di dragoncello fresco, se ne sentite il bisogno e non trovate che sappia di sapone.
LE DOSI
Con mezzo mazzo ne viene una quantità minuscola, giusta per un tète a tète.
Se volete farne zuppa per quattro dopo aver stufato gli asparagi aggiungete tre grosse patate a tocchetti (o sei piccoline) e continuate la cottura come indicato.
Naturalmente questa versione verrà più delicata.
Naturalmente questa versione verrà più delicata.
***
A proposito, avevate già notato come il pelapatate sia uno dei pochi utensili che è meglio avere in più copie?
A proposito, avevate già notato come il pelapatate sia uno dei pochi utensili che è meglio avere in più copie?
10 maggio 2010
Immaginate una strada che comincia a salire... Fettunta Party 2010!
Immaginate una strada che comincia a salire: colline morbide, gravide d'acqua di primavera, che potrebbero essere inglesi, filari incessanti di viti, ulivi ordinati dalla mano di nessuno, qualche cipresso lontano che disegna l'orizzonte.
Immaginate un cartello improvviso, una piccola strada sterrata affollata di case vicine: pietra, muschio, odore di carbone nella stufa.
Immaginate un giardino: un enorme cancello generosamente spalancato, il profumo delle erbe aromatiche che corre su una lunga fila di vasi, qualche sedia spaiata con gusto.
Questo è il posto dove Giulia cucina, scrive, sogna.
Qui attinge la sua energia straripante e il suo entusiasmo convinto, qui coltiva il suo amore per la vita, accanto alla nepitella.
E qui per un pomeriggio ci ha ospitato e ha condiviso con noi il calore della sua famiglia: nella casa dove la sera tutti sarebbero felici di tornare.
FETTUNTA PARTY 2010, un resoconto.
Immaginate un cartello improvviso, una piccola strada sterrata affollata di case vicine: pietra, muschio, odore di carbone nella stufa.
Immaginate un giardino: un enorme cancello generosamente spalancato, il profumo delle erbe aromatiche che corre su una lunga fila di vasi, qualche sedia spaiata con gusto.
Questo è il posto dove Giulia cucina, scrive, sogna.
Qui attinge la sua energia straripante e il suo entusiasmo convinto, qui coltiva il suo amore per la vita, accanto alla nepitella.
E qui per un pomeriggio ci ha ospitato e ha condiviso con noi il calore della sua famiglia: nella casa dove la sera tutti sarebbero felici di tornare.
FETTUNTA PARTY 2010, un resoconto.
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4 maggio 2010
Un manifesto contro lo sfruttamento selvaggio del lavoro dei blogger, lo facciamo?
immagine dal blog "ridere è una cosa seria"
Avrei voluto parlarvi del mio weekend a Praga oggi, dei posti dove assaggiare un trdlo alle mandorle appena sfornato o un goulash alla birra servito nel pane, delle casette di porcellana da cercare e delle matrioška da scansare... ma ho ricevuto una mail proprio stamani che recitava più o meno così:
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