29 gennaio 2013

Verdure veloci per i bambini e per i loro genitori. Anche senza dado. Polemic mode on.

Arrivo tardi quando si parla di televisione. Mi piace pensare che sia perché mi sono persa quello su cui valeva la pena di restare aggiornati mentre ero a Londra e non perché da quando sono tornata sfuggo alla cronaca guardando solo Real Time. Anche se inizio a farmi delle domande sulle responsabilità della seconda abitudine. Tipo l’altro giorno quando Jacopo ha commentato questa vetrina con un “che ne dici della versione animalier?” Forse abbiamo esagerato con #shoppingnight.

Comunque, pare che questa pubblicità vada in onda dal 2011 e sono io che l’ho vista solo qualche sera fa. Mi disturba -e fin qui niente di strano. Guardo un po’ in rete per capire se sto invecchiando veramente troppo male o se è suonata stonata anche a qualcun’altro e trovo due articoli che centrano il punto: quello del bravissimo Gunther e questo del CO.DI.CI.

Orrore. In generale rifuggo le arringhe moraleggianti da qualunque pulpito provengano, figuriamoci se la fonte promette acidità certa come il Centro Diritti del Cittadino. Archivio la bruciante conferma che sì, sto invecchiando proprio male e sottoscrivo ogni parola della segnalazione all’autorità garante. Faccio proprio di sì con la testa mentre leggo, come a un comizio. (Ricordarsi di aspettare i cinquanta per convertirsi alle Converse, sta nel personaggio).


Se non puntava al rispetto, un’azienda brianzola del ‘48 poteva sicuramente cercare l’affetto dei suoi consumatori. Poteva tirare fuori dal comò un po’ di nostalgia a sproposito. Poteva dipingersi rassicurante #alloracomeadesso. Ci si poteva chiedere se un marchio ha il potere di farci sperare nel futuro con uno spot ottimista e battagliero e se la pubblicità ha una responsabilità sul tono dell’umore di un paese.

E invece no. Star ci rivela che grazie al dado si insegna ai bambini ad amare la verdura. Wow. Me lo ripeto per vedere se almeno un po’ mi irrita invece riesco a trovarlo solo ingenuo.

Lasciamo stare quanto sia superficiale suggerire che il disgusto per la verdura è connaturato nei bambini invece che nel modello alimentare a cui sono esposti. Un punto di vista competente in Italia non serve a nessuno, figuriamoci per giocare all’azienda che aiuta a diffondere l’educazione alimentare nelle case di tutti.

Lasciamo stare quanto sia cafon-presuntuoso suggerire a degli adulti di non aspettarsi granché dalla verdura, che tanto sempre verdura è. Un adolescente cresciuto in un Mc Donald’s non avrebbe saputo esprimerlo meglio. La perla arriva ora. Il sapore mediocre della verdura va mascherato con qualcosa di meglio. Il dado!

pubblicità dado star

E’ vero che iniziare qualcuno al piacere del cibo è prima di tutto divertire e stupire. Ma non così tanto.
Si può cercare insieme la più croccante tra le insalate. Il sapore di menta nel finocchio. Le patatine fritte più asciutte del quartiere. Il supplì che fa il filo più lungo. 

Ma dubito si faccia educazione al gusto a propinare a chiunque verdura lessata nel brodo. Di dado.
Ma più che altro ho una domanda che mi assilla. I grandi. Il trucco del dado funziona anche per loro? 
Un’altra cosa dubito. Che si faccia un favore alla propria immagine commerciale a prendere in giro i consumatori. “Senti che buone le verdure col dado? AAAHM!”

Ma del resto la storia della  pubblicità in questo campo l’ha scritta la Knorr. Ve la ricordate?



La buona notizia invece è che la verdura è davvero buona e che ci sono almeno tre modi veloci di farla conoscere ai bambini by-passando il glutammato 
  • CRUDA con un po’ di fantasia. I due bambini che guardavo a Vienna facevano ogni giorno un pic nic nel giardino condominiale a base di ciliegini, cetrioli e peperoni. Alla mia sorpresa, la prima volta che mi hanno chiesto peperoni crudi per merenda, la mamma ha risposto “tzono colorati come gli orzetti di gomma”.
  • PASSATA nelle vellutate. Ma non un frullone di qualsiasi minestra arriva a tavola. Vellutate monoverdura come le mangiano i grandi, per prendere confidenza con un sapore alla volta.
  • STUFATA in una cremina di acqua e pochissimo burro. Ma questa cottura merita un post a parte e ne riparleremo –stay tuned.

24 gennaio 2013

Sondaggio - Che ne pensi di cavoliamerenda? Dimmi la tua!

cavoliamerenda - sondaggio

Sto per fare outing, amo i commenti anonimi. Tanto rispondo lo stesso.

Prendete post come la recensione del Mc Italy  o del nuovo Ben and Jerry’s a Firenze. Senza quei due o tre commenti malevoli infilati tra polpa e osso non si sarebbe scatenato un dibattito altrettanto interessante. Mi piace lasciare spazio anche alla cattiveria gratuita perché penso che dove c’è un fondo di vero, vale la pena di considerarlo.

L’ho deciso al ginnasio con quella serietà che dopo i quindici anni si dimentica. Dico a una compagna che “ovviamente scherzavo” e mi risponde che dietro a ogni scherzo c’è un fondo di vero. Mortificata e affondata. Ma piena di stima per la risposta che mi svelava un’amica. Per il coraggio di avermi denudato. Per l’apertura alla critica. Per la lezione. Ho capito che avevo appena imparato una regola del pollice per navigare bene a vista per la vita: “Ascolta sempre chi scherza perché ti sta dicendo una verità che forse non vorresti sentire. E quello che non vorresti sentire non temerlo mai”.

“Amen” mi risponderei adesso.

Per questo mentre rivedevo i contenuti dei prossimi post mi è venuta un’idea. Perché non mi dite che ne pensate di cavoliamerenda in un commento rigorosamente anonimo? Un po’ come un sondaggio, ma più serio di quello in foto.

Mi piacerebbe sapere cosa cercate quando tornate su cavoliamerenda e se c’è qualcosa che invece non vi interessa.

Vi piacciono i post senza ricetta? E quelli a elenco di idee? Siete contenti che il blog abbia riaperto? Ve lo aspettavate?  Ci sono cose che credevate di trovare al mio rientro e invece nessuna traccia? Non ci capite niente della nuova home? Preferireste il link al profilo Facebook invece che alla pagina?

Ditemelo. Questo o altro. E’ il posto giusto per essere sinceri senza paura di essere fraintesi. E’ il modulo commenti di questo post, modalità anonimo. Scatenatevi.

 PER I PRIMI CENTO FORTUNATI, CINQUE MINUTI NELLA CARTELLA CAVOLIAMERENDA DELLA MIA TESTA

Non so come ci si mangia, ci ho preso solo un tè. Ma comunque è un posto incredibile. Postare o non postare? Non ho fatto una foto alla campanella d’argento sul tavolo. Aspettare di tornare a Firenze per avere la foto fatta da te? Ti vuoi perdere il piacere dell’immediatezza? Rischiatela e spiega perché ci devono andare. Prendi una foto dalla pagina di Facebook, le farà piacere se ne parli, vedrai che il permesso te lo dà.

Quanto ancora vuoi parlare di macchie difficili? Ma è una campagna per rivalutare l’estetica della casalinga disperata? Il secondo post sul Marsiglia lo fai aspettare. O vuoi lanciare un trending topic su Twitter? Nel caso #puliresulpulito

Raccontare di quella festa in giardino? Stamani ti hanno chiesto di organizzarne una e ti sei persa tra le lenzuola appese in quel ricordo, a chiederti se saresti arrivata qui senza quella festa. Che ora le rivedi su Pinterest le stesse lenzuola, con le lucine sotto e pensi che non si finisce mai di riscoprire l’acqua calda.

E anche che i gusti della rete sono gli stessi tuoi di quando avevi dieci anni. Che se non avessi visto tutti quei  like e quei repin non avresti nemmeno considerato l’idea che forse anche dentro di te c’è ancora un po’ di bambina. Comunque non ce l’ho una ricetta da postare con quella storia. E ti serve un pretesto per raccontarla?

Per chi se lo stesse chiedendo i miei pensieri battibeccano davvero tutto il giorno come due vecchie zie, non era  un esercizio di scrittura creativa.

14 gennaio 2013

Sciroppo scaldainverno allo zenzero: dieci motivi per tenerlo in dispensa

 
winter warmers by cavoliamerenda

Lo so che non l’avete fatto. 
Che dopo le feste di dolci non ne volete sentir parlare, che avevate di meglio da fare nel fine settimana, che “mi sembra una preparazione lunga”, che “lo zenzero non saprei dove cercarlo"

Fi-da-te-vi. 
Questo sciroppo ve lo potete dimenticare in dispensa con buona pace dello stato di indigestione attuale e tirarlo fuori al momento opportuno. 
Cioè quando direte “passa tra un’ora” e non avrete tempo di fare la spesa. O anche voglia di giocare al pasticcere, perché no? Per quel sabato pomeriggio che scegliete di andare al cinema invece di cucinare - fosse anche solo un budino. Per dire all’ultimo “rimani a cena” e passare la serata davvero solo a chiacchierare.

Una delle lezioni migliori di quest’anno l’ho imparata la volta che abbiamo servito a un amico una cena cinese a cui teneva molto e che gli era saltata la sera prima. Ordinata direttamente dal suo take-away preferito. Non si sa chi era più soddisfatto della disinvoltura dell’invito. Nessuno si e' preoccupato della cucina e  abbiamo tirato le quattro davanti a una cioccolata calda.

Questo sciroppo è per una di quelle serate. Lo lasciate a sé stesso sul fuoco un dopocena che avete tempo e lo tenete in canna per quando non volete sporcare nemmeno una pentola.

SI’ MA PER FARCI COSA?
 PER TIRARE SU UNA BEVANDA UN PO’ OVVIA
teaforfriends

  1. nel tè nero per uno zing di piccantezza
    #solouncucchiaino
  2. nel vino caldo o nel punch
    #mifacevafreddo
  3. nella tisana ayurvedica con un cucchiaino di miele
    #misentolafebbre
  4. nel latte dei bambini al posto della menta#alternatividasubito




    PER LA COLAZIONE QUICK-CHIC
  5. sullo yogurt greco #allafacciadeicereali

     
    PER RISCALDARE OSPITI INATTESI
  6. 69735494201889547_nli3hdSx
  7. nella cioccolata bianca in tazza#vogliadicamino
  8. nel vino caldo o nel punch#cifacevafreddo
  9. nel Ginger ALE!   (che ho scoperto altro non essere che sciroppo di zenzero, acqua tonica e una fetta di limone)#tuvuofalammericane
  10. sul gelato artigianale allo yogurt, con sopra i pezzettini di zenzero candito#lotengoinfreezerhaivistomai


E se proprio volete cucinare… PER FARE UNA TORTA FAMOSA
Jamaican Ginger
la Sticky Ginger Cake - un’ottima ricetta è quella di Nigel Slater
Vi ho convinto? Se ci ripensate la ricetta la trovate qui: sciroppo di zenzero da tenere in dispensa.

Tracotanza e macchie indelebili sull’alluminio. Il rimedio della nonna per stampi sempre nuovi.

clean stained aluminium moulds 
“Ftònos abbiamo detto invidia, tòon Teòn, degli dei, genitivo plurale. Che cosa sarà allora questa Yùbris?”
Da quando ha detto che la Paidèia è quel famoso piatto spagnolo, Marco è restio ad azzardare qualunque ipotesi.
“Allora? Qualcuno sa cos’è la tracotanza?” 
  
Ve lo dico io.

11 gennaio 2013

Winter Warmers: sciroppo di zenzero da tenere in dispensa.

homemade ginger syrup by cavoliamerenda 
“Che porto oltre al dolce?”
“Ma niente, non ti disturbare…”
Insisto. Mi ha promesso una selezione di vecchi episodi di Poirot e Miss Marple, scelti tra i suoi preferiti. E’ una questione personale tra me e la gratitudine.
“Allora… me la fai la bevanda allo zenzero?”
L’ha assaggiata non so più in quale estate e non mi ricordo mai di fargliela quando viene a cena.
Una banale infusione di sciroppo di sambuco dell'IKEA e di zenzero fresco grattugiato. 
Una di quelle persone che il mondo può anche finire, il giorno dopo ti chiama dal cellulare di un Maya per dirti che se vuoi passa a portarti i Poirot...Vorrà dire che caricherò in macchina un pentolone di bevanda già miscelata. Mi dico. No, uno non basta per dieci persone. Più pentoloni. Da portare su in montagna per una strada tutta curve.
“Ma volentieri!”  
Rispondo, ma non ho idea di come. So già che nella baraonda natalizia che mi aspetta non riuscirò a passare anche dall’IKEA. E comunque il sambuco a gennaio mi convince meno del cetriolo.
Così ho setacciato la rete per capire se e come potevo farmi direttamente lo sciroppo allo zenzero. Epic win. Non solo la bevanda viene bella piccante, questa versione invernale si può bere anche calda.

5 gennaio 2013

Pandorini velocissimi con zabaione al moscato


Pro e contro dei confettini argentati. 

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foto via pourfemme.it
Pro: 
una spolverata e hai fatto. La nitida rotondità metallica delle palline versus la molle incertezza del sac a poche. 

Contro: 
ritrovarsi a tifare per i denti fino all’ultimo morso. Leggere la stessa preoccupazione sui volti dei commensali.

Se avete anche voi un pandoro ancora in giro per casa e siete in cerca di un’idea velocissima per la befana, questi sono per voi.