- CRUDA con un po’ di fantasia. I due bambini che guardavo a Vienna facevano ogni giorno un pic nic nel giardino condominiale a base di ciliegini, cetrioli e peperoni. Alla mia sorpresa, la prima volta che mi hanno chiesto peperoni crudi per merenda, la mamma ha risposto “tzono colorati come gli orzetti di gomma”.
- PASSATA nelle vellutate. Ma non un frullone di qualsiasi minestra arriva a tavola. Vellutate monoverdura come le mangiano i grandi, per prendere confidenza con un sapore alla volta.
- STUFATA in una cremina di acqua e pochissimo burro. Ma questa cottura merita un post a parte e ne riparleremo –stay tuned.
29 gennaio 2013
Verdure veloci per i bambini e per i loro genitori. Anche senza dado. Polemic mode on.
24 gennaio 2013
Sondaggio - Che ne pensi di cavoliamerenda? Dimmi la tua!
Sto per fare outing, amo i commenti anonimi. Tanto rispondo lo stesso.
Prendete post come la recensione del Mc Italy o del nuovo Ben and Jerry’s a Firenze. Senza quei due o tre commenti malevoli infilati tra polpa e osso non si sarebbe scatenato un dibattito altrettanto interessante. Mi piace lasciare spazio anche alla cattiveria gratuita perché penso che dove c’è un fondo di vero, vale la pena di considerarlo.
L’ho deciso al ginnasio con quella serietà che dopo i quindici anni si dimentica. Dico a una compagna che “ovviamente scherzavo” e mi risponde che dietro a ogni scherzo c’è un fondo di vero. Mortificata e affondata. Ma piena di stima per la risposta che mi svelava un’amica. Per il coraggio di avermi denudato. Per l’apertura alla critica. Per la lezione. Ho capito che avevo appena imparato una regola del pollice per navigare bene a vista per la vita: “Ascolta sempre chi scherza perché ti sta dicendo una verità che forse non vorresti sentire. E quello che non vorresti sentire non temerlo mai”.
“Amen” mi risponderei adesso.
Per questo mentre rivedevo i contenuti dei prossimi post mi è venuta un’idea. Perché non mi dite che ne pensate di cavoliamerenda in un commento rigorosamente anonimo? Un po’ come un sondaggio, ma più serio di quello in foto.
Mi piacerebbe sapere cosa cercate quando tornate su cavoliamerenda e se c’è qualcosa che invece non vi interessa.
Vi piacciono i post senza ricetta? E quelli a elenco di idee? Siete contenti che il blog abbia riaperto? Ve lo aspettavate? Ci sono cose che credevate di trovare al mio rientro e invece nessuna traccia? Non ci capite niente della nuova home? Preferireste il link al profilo Facebook invece che alla pagina?
Ditemelo. Questo o altro. E’ il posto giusto per essere sinceri senza paura di essere fraintesi. E’ il modulo commenti di questo post, modalità anonimo. Scatenatevi.
PER I PRIMI CENTO FORTUNATI, CINQUE MINUTI NELLA CARTELLA CAVOLIAMERENDA DELLA MIA TESTA
Non so come ci si mangia, ci ho preso solo un tè. Ma comunque è un posto incredibile. Postare o non postare? Non ho fatto una foto alla campanella d’argento sul tavolo. Aspettare di tornare a Firenze per avere la foto fatta da te? Ti vuoi perdere il piacere dell’immediatezza? Rischiatela e spiega perché ci devono andare. Prendi una foto dalla pagina di Facebook, le farà piacere se ne parli, vedrai che il permesso te lo dà.
Quanto ancora vuoi parlare di macchie difficili? Ma è una campagna per rivalutare l’estetica della casalinga disperata? Il secondo post sul Marsiglia lo fai aspettare. O vuoi lanciare un trending topic su Twitter? Nel caso #puliresulpulito
Raccontare di quella festa in giardino? Stamani ti hanno chiesto di organizzarne una e ti sei persa tra le lenzuola appese in quel ricordo, a chiederti se saresti arrivata qui senza quella festa. Che ora le rivedi su Pinterest le stesse lenzuola, con le lucine sotto e pensi che non si finisce mai di riscoprire l’acqua calda.
E anche che i gusti della rete sono gli stessi tuoi di quando avevi dieci anni. Che se non avessi visto tutti quei like e quei repin non avresti nemmeno considerato l’idea che forse anche dentro di te c’è ancora un po’ di bambina. Comunque non ce l’ho una ricetta da postare con quella storia. E ti serve un pretesto per raccontarla?
Per chi se lo stesse chiedendo i miei pensieri battibeccano davvero tutto il giorno come due vecchie zie, non era un esercizio di scrittura creativa.
14 gennaio 2013
Sciroppo scaldainverno allo zenzero: dieci motivi per tenerlo in dispensa
Lo so che non l’avete fatto.
Che dopo le feste di dolci non ne volete sentir parlare, che avevate di meglio da fare nel fine settimana, che “mi sembra una preparazione lunga”, che “lo zenzero non saprei dove cercarlo"
Fi-da-te-vi.
Questo sciroppo ve lo potete dimenticare in dispensa con buona pace dello stato di indigestione attuale e tirarlo fuori al momento opportuno.
Cioè quando direte “passa tra un’ora” e non avrete tempo di fare la spesa. O anche voglia di giocare al pasticcere, perché no? Per quel sabato pomeriggio che scegliete di andare al cinema invece di cucinare - fosse anche solo un budino. Per dire all’ultimo “rimani a cena” e passare la serata davvero solo a chiacchierare.
Una delle lezioni migliori di quest’anno l’ho imparata la volta che abbiamo servito a un amico una cena cinese a cui teneva molto e che gli era saltata la sera prima. Ordinata direttamente dal suo take-away preferito. Non si sa chi era più soddisfatto della disinvoltura dell’invito. Nessuno si e' preoccupato della cucina e abbiamo tirato le quattro davanti a una cioccolata calda.
Questo sciroppo è per una di quelle serate. Lo lasciate a sé stesso sul fuoco un dopocena che avete tempo e lo tenete in canna per quando non volete sporcare nemmeno una pentola.
SI’ MA PER FARCI COSA?
PER TIRARE SU UNA BEVANDA UN PO’ OVVIA
- nel tè nero per uno zing di piccantezza
#solouncucchiaino - nel vino caldo o nel punch
#mifacevafreddo - nella tisana ayurvedica con un cucchiaino di miele
#misentolafebbre - nel latte dei bambini al posto della menta#alternatividasubito
PER LA COLAZIONE QUICK-CHIC - sullo yogurt greco #allafacciadeicereali
PER RISCALDARE OSPITI INATTESI - nella cioccolata bianca in tazza#vogliadicamino
- nel vino caldo o nel punch#cifacevafreddo
- nel Ginger ALE! (che ho scoperto altro non essere che sciroppo di zenzero, acqua tonica e una fetta di limone)#tuvuofalammericane
- sul gelato artigianale allo yogurt, con sopra i pezzettini di zenzero candito#lotengoinfreezerhaivistomai
E se proprio volete cucinare… PER FARE UNA TORTA FAMOSAVi ho convinto? Se ci ripensate la ricetta la trovate qui: sciroppo di zenzero da tenere in dispensa.
la Sticky Ginger Cake - un’ottima ricetta è quella di Nigel Slater
Tracotanza e macchie indelebili sull’alluminio. Il rimedio della nonna per stampi sempre nuovi.
“Ftònos abbiamo detto invidia, tòon Teòn, degli dei, genitivo plurale. Che cosa sarà allora questa Yùbris?”
“Allora? Qualcuno sa cos’è la tracotanza?”
11 gennaio 2013
Winter Warmers: sciroppo di zenzero da tenere in dispensa.
“Che porto oltre al dolce?”
“Ma niente, non ti disturbare…”
“Allora… me la fai la bevanda allo zenzero?”
“Ma volentieri!”
5 gennaio 2013
Pandorini velocissimi con zabaione al moscato
| foto via pourfemme.it |